Teatro La Fenice, Venezia Connettori per solai in legno

CTL BASE posato a diretto contatto delle travi per mezzo di assito interrotto

  • Data: 1996

  • Località: Venezia (VE) 

  • Tipologia di intervento: prestigioso intervento di recupero delle Sale Apollinee del Teatro La Fenice di Venezia

Connettori per solai in legno nella ricostruzione del famoso Teatro La Fenice

Il 29 gennaio del 1996 un rogo distrusse il Gran Teatro La Fenice di Venezia. Le immagini del teatro in fiamme fecero il giro del mondo; del prestigioso teatro non rimanevano che muri esterni anneriti e una colonna di fumo nero che impregnava l’aria del centro storico ed era visibile anche dalla terraferma. Platea, palchi, palcoscenico, volta: di tutto questo non rimaneva che un cumulo di macerie.
Il sindaco di Venezia, Cacciari, subito disse che bisognava ricostruire la Fenice “dov’era e com’era” e promise lavori rapidi e una nuova inaugurazione entro il 2000. Dopo varie vicissitudini si è giunti alla realizzazione del progetto firmato da Aldo Rossi.

Il piano d’intervento ha ricostruito le Sale Apollinee, la cavea teatrale e il palcoscenico esattamente come erano prima dell’incendio, introducendo dei significativi cambiamenti nell’ala nord e in quella sud. In questa due zone, infatti, sono state realizzate una sala per l’allestimento delle scene, i camerini e i laboratori (ala nord), una vasca antincendio e la nuova sala Rossi da 200 posti destinata alle prove ma anche ai concerti (ala sud).

Secondo i piani, il Teatro la Fenice è stato inaugurato nel Dicembre del 2003. Molto difficile è stato il lavoro dell’impresa appaltatrice dell’opera, sia per la difficoltà di riprodurre i particolari del palco e degli interni allora realizzati con cura artigianale difficilmente reperibile ai giorni nostri, ma anche per la difficoltà di riprodurre la giusta tonalità dei colori originari. Molto problematica è stata anche l’organizzazione del cantiere in una città logisticamente difficile come Venezia.

Il teatro era sorto nel 1792 per volontà della “Nobile Società” composta dai migliori nomi della nobiltà e borghesia di Venezia. Quella costruzione lussuosa e sfarzosamente decorata fu l’ultima grande opera della repubblica di Venezia, che solo cinque anni dopo (1797), col trattato di Campoformio, venne ceduta da Napoleone all’Austria. Il teatro divenne subito tra i più prestigiosi d’Italia insieme al S.Carlo di Napoli e alla scala di Milano. L’opera fu progettata dall’architetto Antonio Selva, neopalladiano; nel teatro convivono due stili, quello neoclassico delle facciate e quello neobarocco degli interni che subirono parziali cambiamenti nel corso della storia (ad esempio nel 1808 si modificò in parte l’interno del Teatro costruendo un palco imperiale). Da segnalare, inoltre, il primo grande incendio che scoppiò nel 1836, sotto la domianzione austriaca. L’opera di ricostruzione già allora non riportò signigficativi cambiamenti all’impianto originario del Teatro.

Descrizione dell’intervento sui solai lignei delle Sale Apollinee.

La volontà di ripercorrere le scelte costruttive originarie ha comportato la necessità di utilizzare i materiali originariamente impiegati per la realizzazione del Teatro. Anche i solai, pertanto, sono stati realizzati con travi in legno di larice massiccio, come prevedeva la scelta iniziale. Nelle situazioni di carico meno gravose tali solai sono stati realizzati con una orditura di travi con doppio tavolato soprastante incrociato e chiodato alle travi stesse. La situazione più gravosa si è presentata per i solai delle Sale Apollinee, adibiti fin dalla loro origine a salone delle feste e di ricevimenti, con la conseguente concentrazione di folle di persone il che richiedeva per l’attuale normativa la necessità di sopportare sovraccarichi accidentali variabili di almeno 500 kg\mq.La tecnica del solaio misto legno-calcestruzzo con l’utilizzo di connettori per solai specifici ha consentito di apportare i richiesti incrementi in termini di rigidezza e capacità portane dei solai stessi. I solai sono stati realizzati con legno di larice massiccio (classe S10) con protezione antiparassitaria ed antitarlo, di sezione 17 x 25 cm ad interasse di 50 cm, con assito soprastante interrotto di spessore 2.5 cm, connettori per solai in legno CTLBASE di Tecnaria e getto complementare in calcestruzzo di 8 cm di spessore.

Una volta alloggiate le travi si è proceduto al taglio dell’assito sopra posato in corrispondenza delle travi portanti per metterne a nudo l’estradosso. Al fine di evitare l’assorbimento di acqua del getto di calcestruzzo da parte del legno è stato interposto un foglio di carta monolucida. Essendo intervenuti su legno di larice stagionato sono stati realizzati due prefori di diametro 5 mm profondi 10 mm per alloggiare le due viti date a corredo dei connettori per solai lignei. Le due viti sono state poi serrate con un avvitatore ad impulsi. Poiché il numero dei connettori era notevole ci si è avvalsi dell’uso di uno speciale attrezzo messo a punto da Tecnaria per permettere l’esecuzione veloce di due fori contemporaneamente. La soletta è stata armata con rete elettrosaldata. Sono stati puntellati i solai prima del getto. E’ stata infine eseguita la gettata in calcestruzzo di 8 cm di spessore (Rck 250). I puntelli sono stati mantenuti fino a completa stagionatura del calcestruzzo. La messa in opera non ha richiesto manodopera specializzata. Leggi anche

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